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DECADENZA

Uno sguardo enigmatico come la rete in cui sono avvolto.

Ti senti affranto, svuotato, annullato; è la stessa triste sensazione che trasformò la lenta agonia dell’impero romano nel termine “Decadenza”.
sono veramente giunto al limite, un limite che a differenza di tante formule matematiche non tende ad infinito… Peccato che la vita non sia tangibile attraverso i numeri o almeno solo in piccola parte, il che di per se è l’unica nota positiva e positivistica che riesco a trovare in un calderone di pensieri bollenti, convulsi, azzerati.
Però mi è piaciuto molto il modo in cui ho ceduto, così plateale ed epico…

L’ennesima cessione muscolare simbolo di della mia impossibilità ad agire, di tornare ai fasti di un tempo, di far rivivere 8 intensi anni.
La rivendicazione dei miei diritti, di ciò che allo stesso tempo ha e non ha importanza per me stesso
L’immagine di una struttura cellulare infiammata che necessita di venire operata con urgenza
L’azzeramento psicologico che ho dovuto subire da chi mi ha inserito nella sua lista nera causandomi un esaurimento nervoso… pur non volendolo pur fregandomene, ma agendo ugualmente.
E infine lui, il “correlativo oggettivo” perfetto per descrivere la mia ambivalente situazione, il pugno della rabbia funesta che evapora odio e spezza le ossa.
Non vedo l’ora che tutto finisca e che tutto ricominci

Penso che chi non sappia quello che è successo oggettivamente questa settimana faccia fatica a capire, ma parole elitarie colgono maggiormente il nucleo di quello che vorrei descrivere.



NIENTE DA FARE... DECADOOOOO, è ora di tirarsi un po su...

Pubblicato il 14/6/2006 alle 11.30 nella rubrica Diario.

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