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CERTE NOTTI

“certe notti”, sono quelle notti che vorresti non finissero mai, quelle notti magiche, intrise di passione e dolcezza.
Capita così che un viaggio a Firenze si trasformi in un qualcosa di indimenticabile, io ero molto agitato, teso all’idea di conoscere finalmente di persona LUI.

Finchè sei arrivato, così schietto e solare, già pronto con un regalino tutto per me, e subito si è instaurata tra di noi una certa confidenza, fino ad arrivare nella tua colorata casetta, dove abbiamo discusso in maniera molto amichevole e tranquilla delle nostre vite, delle nostre prospettive, delle nostre passioni, mentre gli sguardi e gli atteggiamenti si facevano gradualmente sempre più complici...      Poi mi hai portato fuori a cena in un posto meraviglioso, solo noi, incuranti degli occhi maliziosi che ogni tanto si giravano per fissarci; una cenetta fantastica, al lume di una candela e dei tuoi occhi che iniziavo a fissare intensamente.

Come in una curva esponenziale, la complicità aumentò sempre di più, finchè arrivammo nel “porto” della serata, un luogo sia di arrivo che d’inizio e mi sembrò di vivere un sogno.
Una terrazza, immersa nel blu del cielo, circondata dal lento scorrere dell’arno e illuminata dalle luci del ponte vecchio, un posto magico, e con il pretesto del dolce venticello che soffiava su Firenze iniziammo ad abbracciarci, fino a sfociare nel “Bacio”, quello per eccellenza, quello che non si scorda mai, che ti rimane impresso nel cuore…
Abbiamo vissuto un momento indimenticabile, incuranti dei passanti che uscivano dal bar, immersi nel nostro mondo fatto di abbracci e baci: io lui e lo splendido scenario da favola che tingeva di sogni i nostri corpi.  Poi arrivò anche la “notte”, e con il crescere della nostra “intesa” rimanemmo fino all’alba a baciarci, coccolarci, stringerci forte. Come mi sussurravi nell'orecchio eravamo praticamente un unico corpo, non riuscivamo a fare a meno l'uno dell'altro... incredibile. Non dimenticherò mai i tuoi occhietti che alla fine di ogni bacio iniziavo a fissare curiosamente e in cui avrei voluto perdermi per sempre; lui si prendeva cura di me e io di lui, è stato qualcosa di indescrivibile, di affascinante, unico.

Non pensavo che il mio viaggio a Firenze potesse riempire in modo così prorompente il mio cuore, ed anche se effettivamente ci speravo, non avrei mai immaginato di passare simili momenti di felicità emotiva; la notte sembrava interminabile, era eterna ai nostri cospetti, tu avresti voluto fermare il tempo ed io seguirti in quella dimensione. Non dimenticherò mai il tuo sguardo, ho la certezza che lo rivedrò molto presto, anche perché non saranno soltanto i miei arti a portarmi in maniera fugace da te, sarà sicuramente qualcos’altro; inoltre so anche di non essere un “oggetto” ma qualcosa a cui tieni, e non potrei essere più felice di così.

Ti voglio bene

Pubblicato il 25/2/2006 alle 19.19 nella rubrica Diario.

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